I Solisti del Classicismo

Orchestra del Festival Internazionale “Omaggio a Maria Callas”

Minha Park, violino
Sergej Tsedrik, viola
Juh-Yon Lee, pianoforte

I SOLISTI DEL CLASSICISMO

Domenica 10 FEBBRAIO 2019
Teatro Bibiena | ore 17.00

W.A. Mozart (1756 - 1791)

Sinfonia Concertante in mi bemolle maggiore KV 364 per violino, viola e orchestra
Allegro maestoso
Andante
Presto

Concerto n. 21 in do maggiore KV 467 per pianoforte e orchestra
Allegro maestoso
Andante
Allegro vivace assai

Pur conservando una struttura assolutamente classica, sia la Sinfonia concertante per violino, viola e orchestra in mi bemolle maggiore K 364, sia il Concerto per pianoforte e orchestra in do maggiore K 467 sono brani che guardano al futuro, preludendo ad una sensibilità romantica già insita nelle inquietudini e nel genio assoluto di Wolfgang Amadeus Mozart. La Concertante risale al 1779, uno degli anni più difficili e penosi della vita di Mozart. L’ex-fanciullo prodigio era dovuto tornare a testa bassa a Salisburgo dopo un viaggio di sedici mesi; profondamente provato dalla morte della madre, amaramente deluso in amore e nella speranza di trovare una collocazione professionale più rispondente alle sue aspirazioni, si era dovuto rassegnare al soffocante ambiente salisburghese, ri-assumendo il suo ruolo di servitore del principe-arcivescovo. L’insoddisfazione e la rabbia stimolarono tuttavia la sua voglia di comporre e la Sinfonia Concertante si configura come la più ambiziosa e perfetta delle opere di quel periodo. Mozart vi diede un carattere serio e severo, complice il timbro scuro della viola che attenua il brillio del violino. Tuttavia la tonalità di mi bemolle maggiore corrisponde, come di consueto in Mozart, ad un'aspirazione alla felicità e alla pienezza interiore. Il Concerto per pianoforte K 467 fu pubblicato dopo appena 6 anni, ma nel frattempo la vita di Wolfgang Amadeus era profondamente cambiata: aveva scelto la vita del libero artista a Vienna ed era felicemente sposato. Lo stesso Mozart definisce così i Concerti per pianoforte composti in quel periodo: “...sono esattamente una via di mezzo tra il troppo difficile e il troppo facile; brillanti, gradevoli all’orecchio, naturali senza cadere nel vuoto. Qua e là potranno soddisfare gli intenditori ma sempre in modo tale che anche gli incompetenti ne provino piacere senza sapere perché”.