Concerti per le scuole a 2 organi e 4 mani

Adriano Dallapè e Federica Iannella, organo

Concerti per le scuole
a 2 organi e 4 mani

Mercoledì 20 marzo 2019
Auditorium Cavazzoni | ore 9.30
Auditorium Cavazzoni | ore 11.15

2 ORGANI

L. Grossi da Viadana (1560 - 1627)
‘La Mantovana’
‘La Veronese’

G. Piazza (1725 - 1775)
Sonata in Fa a due organi
Presto

F. Oliveras (1779 - 1854)
Verso de 8° tono para dos organos

CEMBALO E ORGANO

A. Soler (1729 - 1783)
3° Concierto
Andantino

4 MANI

G. Morandi (1777 - 1856)
Gran Marcia militare in Fa a 4 mani

2 ORGANI

G. Busi (1808 - 1871)
Sonata II
Adagio

J. Blanco (1750 - 1811)
1° Concierto a due organi
Allegro

L’Auditorium Cavazzoni del Conservatorio “Lucio Campiani” ospita un particolare concerto “a 2 organi e 4 mani”, nell’interpretazione di Federica Iannella e Adriano Dallapè. Il programma prevede un susseguirsi di brani di autori per lo più “organistici” – Ludovico Grossi da Viadana, Gaetano Piazza, Francisco Oliveras, Antonio Soler, Giovanni Morandi, Giuseppe Busi e Josef Blanco – spesso condizionati, al momento della scrittura, dagli strumenti che avevano a disposizione. Antonio Soler – allievo di Scarlatti, autore di 120 sonate per clavicembalo e svariati brani di musica sacra – scrisse 6 concerti per 2 organi in quanto sacerdote in servizio presso l’Escorial, dove appunto erano presenti proprio due strumenti di questo tipo. In questa occasione ascolteremo il Terzo Concerto in un’esecuzione per cembalo e organo. Singolare è anche il caso di Josef Blanco, organista e arpista, che scrisse un concerto per due arpe o per organo e arpa, all’occorrenza eseguibile per due organi. Mentre questi due compositori operarono in Spagna, il marchigiano Giovanni Morandi rimase sempre legato alla sua Senigallia: la sua opera organistica mostra di conseguenza una notevole aderenza allo stile operistico in voga in Italia in quegli anni, sebbene interpretato in modo personale, ed una costante evoluzione della scrittura, nonché dei mezzi tecnici ed espressivi utilizzati. Le composizioni a quattro mani provengono da un fondo musicale conservato presso il Monastero di Santa Cristina di Senigallia. _