Souvenirs Internazionali

Cheolwoong Lee, trombone
Bonghwan Lee, flauto
Charlene Farrugia, pianoforte

SOUVENIRS INTERNAZIONALI

Domenica 3 FEBBRAIO 2019
Teatro Bibiena | ore 17.00

T. Albinoni (1671 - 1751)
Concerto n. 2 in re minore, op. 9 per trombone e pianoforte (orig. oboe)
Allegro e non presto
Adagio
Allegro

A. Dvorak (1841 - 1904)
Sonata in sol maggiore, Op. 100 per flauto e pianoforte (orig. violino)
Allegro risoluto
Laghetto
Scherzo

W.A. Mozart (1756 - 1791)
Concerto n. 3 in mi bemolle maggiore, KV 447 per trombone e pianoforte (orig. corno)
Allegro
Romance
Allegro

G.P. Telemann (1681 - 1767)
Sonata in fa minore per flauto e pianoforte
Andante Cantabile
Allegro
Andante
Vivace

A.F. Doppler (1821 - 1883)
Souvenir du Rigi, Op. 34 per flauto, trombone e pianoforte (orig. flauto, corno, pianoforte)
Andantino

Il sorprendente accostamento di flauto, trombone e pianoforte dà vita ad un programma eclettico e variegato che spazia dal Barocco all’Ottocento ricorrendo al prezioso strumento della trascrizione. Apre le danze il Concerto in re minore n. 2 op. 9 di Tomaso Albinoni, originale per oboe e archi, che attraverso la particolare rivisitazione trombonistica assume un colore più scuro ed un’autorevolezza densi di fascino. Il testimone passa quindi al flauto, che sulla scia delle trascrizioni interpreta la Sonatina in sol maggiore op. 100, originale per violino. Dal repertorio cornistico attinge invece il trombone eseguendo il Concerto n. 3 K 447 in mi bemolle maggiore di Wolfgang Amadeus Mozart, dandovi un’aura pastosa e un richiamo di carattere cerimonioso. Tornando al periodo barocco, incontriamo la Sonata in fa minore per flauto e basso continuo di Georg Philipp Telemann, che pur non essendo una trascrizione non di rado capita di ascoltare nella sua versione per fagotto. Chiude infine il programma un brano di insieme, Souvenir du Rigi op. 34 di Franz Doppler, originale per flauto, corno e pianoforte. Questa pagina della letteratura ottocentesca ha un sapore nostalgico, come suggerisce lo stesso titolo, concedendo tuttavia nella seconda parte al flauto di “volare” con agilità mentre al trombone è affidato il canto del ricordo.