Chopin: il principe del Romanticismo

Davide Cabassi, pianoforte

CHOPIN: IL PRINCIPE DEL ROMANTICISMO
CONCERTO ALLA MEMORIA DEL CAV. UFF.M° SERGIO MAFFIZZONI

Domenica 17 MARZO 2019
AUDITORIUM MONTEVERDI | ore 17.00

Fryderik Chopin (1810 - 1849)

Mazurca in si minore op. 33 n. 4


Valse in si minore op. 69 n. 2


Preludio in si minore op. 28 n. 6

Scherzo in si minore . 1 op. 20

Sonata n. 3 in si minore op. 58
I Allegro maestoso
II Scherzo
III Largo
IV  Finale. Presto ma non tanto

 

Cabassi propone un programma interamente dedicato a Fryderik Chopin, con  la Mazurca in op. 33 n. 4, il Valse op. 69 n. 2, il Preludio op. 28, n. 6, lo Scherzo n. 1 op. 20 e infine la Sonata n. 3 in op. 58. Curiosamente tutte le opere proposte hanno la stessa tonalità, si minore, dal carattere al contempo introspettivo, malinconico e luminoso.

Questo viaggio nell’universo chopiniano prende dunque avvio con una mazurka, danza dal ritmo ternario nata in Polonia come forma di danza popolare probabilmente nel XVI secolo e diffusasi tra i ceti medi di tutta Europa dal 1700. La sua ulteriore diffusione, dall'800, è stata favorita dalla riscrittura "colta" da parte di alcuni autori come Borodin, Tschaikovsky, Debussy, Ravel, ma prima di ogni altro lo stesso Chopin. Alla mazurka fa seguito un’altra danza, ovvero il valse, che tuttavia con Chopin si stacca dalla tradizione, poiché per quanto ricalchi la struttura ritmica propria del walzer, non è destinato ad essere danzato. Con il Preludio in programma ci affacciamo invece all’opera 28 dell’autore polacco, composta di 24 composizioni, per l’appunto Preludi, associati ciascuno ad una diversa tonalità musicale. Nonostante il termine preludio sia abitualmente utilizzato, all'interno del sistema tonale occidentale, per indicare una composizione che ha il compito di introdurne un'altra, più lunga e articolata, i 24 preludi chopiniani possono essere eseguiti e analizzati come piccole opere a sé stanti.

LoScherzo n. 1 op. 20 è noto come una delle composizioni tecnicamente più complesse lasciateci da Chopin, da cui fu scritto nel 1831 durante la rivolta di novembre contro l'Impero russo. Un amico di Chopin, Thomas Albrecht, a cui era lo scherzo era dedicato, convinse Fryderik a rimanere a Vienna, lontano dalla sua famiglia in Polonia, per costruire la sua carriera musicale. Durante questo periodo Chopin si esibiì in concerto in una sola circostanza, in cui eseguì il suo Concerto in mi minore. A causa della lotta e la guerra, i suoi pezzi cambiarono da uno stile brillante a una nuova tonalità più scura.

A chiudere il programma, Davide Cabassi propone la celebre Sonata n. 3, composta nel 1844 e dunque riconducibile all’ultimo periodo della creatività di Chopin. Questa Sonata ha uno spiccato carattere lirico, anche se non mancano toni drammatici che imprimono slancio e vitalità alla composizione, secondo il gusto e le scelte estetiche di Chopin. Vi ritroviamo, ampiamente utilizzato e applicato, il cosiddetto "tempo rubato", che fu analizzato acutamente da Liszt, il più autorevole testimone delle interpretazioni date dallo stesso Chopin alle proprie musiche pianistiche. «Tutte le composizioni chopiniane - dice Liszt -devono essere eseguite con quel tentennamento accentuato e prosodico e con quella morbidezza, la cui ragione difficilmente si svela quando non si abbia avuto l'occasione di udirle sovente. Chopin sembrava preoccupato di rendere evidente questa sua materia di esecuzione, specialmente di comunicarla ai suoi connazionali ai quali egli, più che ad altri, desiderava trasmettere il calore interno della sua commozione».