L'Elisir d'amore

Alessandro Trebeschi,
maestro concertatore

Adina - Erika Tanaka
Nemorino - Matteo Falcier
Dulcamara - Lorenzo Barbieri
Belcore - Ramiro Maturana
Giannetta - Barbara Favali
Pianoforte - Alessandro Trebeschi

L’ELISIR D’AMORE
OMAGGIO A G. DONIZETTI

Domenica 10 NOVEMBRE 2019
Teatro Bibiena | ore 17.00

G. Donizetti (1797 - 1848)

Preludio
Quanto è bella, quanto è cara! (Nemorino)
Benedette queste carte! - Della crudele Isotta (Adina, Giannetta, Nemorino)
Come Paride vezzoso (Belcore, Adina,Giannetta, Nemorino)
Odimi! - Chiedi all’aura lusinghiera (Nemorino, Adina)
Udite, udite o rustici (Dulcamara)
Voglio dire (Nemorino, Dulcamara)
Lalla-ra-la-la - Esulti pur la barbara (Nemorino, Adina)
Signor sargente - Adina credimi (Giannetta, Belcore, Adina, Nemorino)
Barcaruola a due voci (Dulcamara, Adina)
Silenzio! È qua il notaro (Belcore, Dulcamara, Adina)
La donna è un animale stravagante (Belcore, Nemorino)
Non fate strepito (Giannetta)
Quanto amore! (Adina, Dulcamara)
Una furtiva lagrima (Nemorino)
Prendi, per me sei libero (Adina)
Alto! Fronte! Ei corregge ogni difetto (Belcore, Adina, Dulcamara, Nemorino)

L’Elisir d’amore - tra le circa 70 opere composte da Gaetano Donizetti una delle più eseguite in tutto il mondo - è un melodramma giocoso in due atti su libretto di Felice Romani. In essa trova tuttavia spazio anche l’elemento patetico, che raggiunge la punta più alta nell’aria Una furtiva lagrima. Fin dal suo apparire ebbe un grande successo, con trentadue repliche consecutive. A farla immediatamente amare è in particolare l’inventiva melodica donizettiana, che sposa a meraviglia la vena buffa dell’opera e che è talvolta velata di malinconia, in particolare, come detto, nell’aria più celebre. La vicenda è ambientata alla fine del ’700 in un villaggio dei paesi baschi. Nemorino, contadino timido e impacciato, ammira da lontano la ricca e capricciosa Adina. Quando trova il coraggio di dichiararle il suo amore, ne riceve un rifiuto. Arriva al villaggio Dulcamara, un ciarlatano che, messo al corrente della disperazione di Nemorino, gli offre un “elisir magico” che gli permetterà di conquistare Adina in meno di ventiquattro ore. Nemorino, ora più sicuro di sé, innervosisce la ragazza, che per puntiglio decide di sposare il generale Belcore. Il giorno delle nozze Nemorino chiede a Dulcamara una seconda bottiglia di elisir e per pagarla si arruola nell’esercito di Belcore. Nemorino si lusinga intanto d’essere corteggiato da tutte le ragazze del paese. Attribuisce all’elisir questa novità, senza sapere che suo zio è morto e lo ha lasciato erede di una fortuna. Adina comincia ad amarlo, ora che s’è fatto soldato per lei, e ricompra da Belcore l’atto d’arruolamento, che consegna a Nemorino, dichiarando il proprio amore. Certo merito dell’Elisir è la felice conclusione della vicenda.