Giancarlo Cardini, pianoforte

Collage Satie

Abbonamento MantovaMusica e Eterotopie
Palazzo Te, Sala dei Cavalli, ore 21.15

Programma

P. Sculthorpe (1929 - 2014)
Night Pieces (1972)
Snow
Moon
Flowers
Night
Stars
M. Dalpane
A la manière de Franz Liszt (piccolo
Corale) (1983)
A la manière de Erik Satie (Walking) (1979)
A la manière de Howard Skempton
(Landscape) (1985)
A la manière de Brian Eno (1982)
G. Cardini (1940)
Collage Satie (2013)
D. Smith (1949)
da 10th Piano Concert (2012)
I. Endgame
II. Shrapnel mosaic
III. Happy end
IV. Starlit in Hanoi
da First Piano Concert (1985-86)
Bossa nova
La Campanella
C. Venturelli
Stalattiti (2006)
Scia (2012)
Vasto altopiano (2013)
A. Grant
Water Shadow (2007)
G. Cardini
Rituals for the Ryoanji Garden (2012)

Primo in Italia ad avere eseguito l’integrale delle opere di Satie, Giancarlo Cardini, per gli eclettici interessi musicali che vanno da Satie a Cage, dalla Canzone Italiana d’autore a compositori di diverse provenienze culturali, è uno dei protagonisti dell’avanguardia italiana (e non solo) degli ultimi quarant’anni. A Eterotopie Piano Festival presenta un programma all’insegna di una varietà e novità assoluta per il pubblico mantovano. I brevi ed atmosferici brani pianistici che compongono la raccolta Night di Peter Sculthorpe, compositore australiano insieme a Carl Vine tra i più rappresentativi degli ultimi decenni, sono dominati da una sensibilità musicale e naturalistica che trae ispirazione dalle culture aborigene e da temi musicali indigeni. Dave Smith fa parte di quella schiera di compositori inglesi sviluppatasi sotto l’influsso di Cornelius Cardew, inventore delle partiture visive, e facenti parte un tempo della celebre Scratch Orchestra. Nel suo stile sono predominanti caratteri minimalisti, ma i suoi lavori inglobano influenze di molta musica colta occidentale. Smith ha composto ben 11 concerti per pianoforte solo, di alcuni dei quali Cardini ci offre una sorta di antologia. Compaiono nel programma anche giovani compositori che Cardini omaggia come tributo all’amicizia e alla condivisione di avventure musicali comuni. E in onore di Satie, in questo 150° anniversario, un collage composto dallo stesso Cardini, un montaggio di brani del Satie più noto, parodico e leggero, e quello eso terico del Socrate, tra i lavori che John Cage ammirò maggiormente. A John Cage, per chiudere il cerchio, Cardini dedica il suo brano Rituals for the Ryoanji Garden. Ci affidiamo per questo alle parole del pianista fiorentino: “Il titolo del brano evoca il famoso giardino del tempio Zen Ryoanji di Kyoto (già celebrato da Cage) eleggendolo come luogo immaginario di misteriosi rituali e azioni performative, musicali e coreografiche allo stesso tempo. Verso la fine del pezzo appare la citazione di una canzone popolare giapponese dedicata ai fiori di ciliegio”. _