Aki Kuroda, pianoforte

Final Fantasy

Madonna della Vittoria, ore 21.15

Programma

W.A. Mozart (1756 - 1791)
Fantasie in Re minore K. 397
Andante - Adagio - Presto - Allegretto
E. Satie
Fantaisie-Valse
Nobuo Uematzu (1959)
Masashi Hamauzu (1971)
Da Final Fantasy X Piano Collections
To Zanarkand
Via Purifico
SutekiDa Ne
Assault
E. Satie
Avant-dernières pensées
Idylle
Aubade
Méditation
J.S. Bach (1685 - 1750)
Fantasia in Do minore BWV 906
Masashi Hamauzu
Da Final Fantasy FXIII Piano Collections
Lightning’s Theme-Blinded By Light
Fang’s Theme
Prelude to FINAL FANTASY
I. Stravinsky (1882 - 1971)
Tre danze da L’Oiseau de Feu
(trascrizione per pianoforte solo di Guido Agosti)
Danse infernale
Berceuse
Finale

La pianista giapponese Aki Kuroda, già ospite di Eterotopie Piano Festival con lo spettacolare concerto dedicato alla musica degli Emerson Lake and Palmer, propone un singolare percorso musicale attorno al termine fantasia, un topos che percorre la storia della creatività umana e che spesso si distilla, per così dire, in “casi” creativi. Non solo nel genere musicale della Fantasia, al quale molti compositori del passato hanno affidato spesso le loro invenzioni musicali più innovative e intime. In Final Fantasy, uno dei videogiochi di ruolo creazione giapponese più popolari della storia recente, le fantasiose vicende vissute dalla ridda di personaggi che animano l’azione, sono accompagnate dai raffinati brani musicali composti da Nobuo Uematzu e Masashi Hamauzu, successivamente raccolti in un’omonima Piano collection di cui la Kuroda ha curato l’incisione. Passando dallo schermo “virtuale” dei videogiochi al grande schermo il riferimento a Disney è d’obbligo. In Fantasia 2000 risuona la celeberrima suite – qui eseguita nella funambolica trascrizione per pianoforte solo di Guido Agosti – tratta dalle musiche del balletto L’uccello di Fuoco, composte da Igor Stravinsky nel 1910 e che rivelarono improvvisamente il genio assoluto del compositore russo. Si alternano nel programma alcuni dei brani cosiddetti fantasisti di Erik Satie, certo tra i compositori che alla propria fantasia non ha posto fortunatamente alcun limite. I tre Penultimi Pensieri, composti da Satie nel 1915 (il titolo, suggeriamo, potrebbe ispirarsi, con il consueto sarcasmo satiano, a quegli ultimi pensieri degli artisti, ai quali spesso l’immaginario romantico ha voluto attribuire una sorta di luogo magico della creazione) furono dedicati a Claude Debussy, a Paul Dukas e Albert Roussel.